"Il governo Haj, nell'ultimo periodo, stabilì qui una stazione di cavalleria e dei fantini Ageyl, che dovrebbero mantenere i pellegrini nella strada principale e domare la sfrontatezza del Beduw". - Vaiggi in Arabia Deserta, di Charles Montagu Doughty (1888)
Il sentiero si protrae per una via che va su, verso l'alto, una scarpata rugosa dal colore del gesso, il colore della ruggine. In cima dall' Hisma. In cima dallo splendido, bianco, arido piano che il re Nabatean aveva provato a domare più di 2,000 anni fa- costruendo fortezze, fondando delle città-oasi, ereggendo torri di guardia. Tutto ciò per controllare le favolose vie dell'Incenso provenienti dallo Yemen. Secoli a seguire, altri imperi avrebbero provato a controllare le stesse vie di commercio. Il franchincenso era l'export più bramato dell'Arabia- il petrolio dei giorni d'oggi.
Arrancanvamo in silenzio dopo aver passato le macerie di Hawarah, guidando via i nostri due muli da carico.
I legionari una volta rischiavano i loro guadagni sul lancio dei dadi in Hawarah, una città deserta sul margine dell' Impero Romano. I soldati dell' Imperatore Traiano poltrirono per questi giardini e presero in mano delle moglie nomadi. Ci furuno frutteti di limoni- campi di cereali e piantagioni di olive. I templi colonnati dedicati alle divinità greco-romane divennero poi chiese bizantine e, successivamente, moschee, mentre i palazzi Abbasidi dell' ottavo secolo presentavano mosaici e mobili ricamati d'avorio. Tetti mattonati di argille rosse della civilizzazione mediterranea brillarono qui, una volta: una sorgente di luce del potere urbano che doveva intimidire e sistemare il beduino vagabondo. Tutto ciò non c'era più. Tuttavia, un antico canale correva giù dalle aride montagne per 15 miglia. Le giunzioni tra le sue rocce non lasciarono passare neppure un foglio del mio taccuino.
"Loro sanno come costruire le cose," disse la mia guida e mulattiere Hamoudi Alweijah, scuotendo le sue mani verso le rovine. "Pah! Non come oggi. Cinque anni e le case crollano!"
Camminammo verso nord. Scalammo la grande spaccatura che i geografi Musulmani chiamano la fronte della Siria. Ci stavamo lasciando L'Arabia alle spalle. Guardai dietro un'ultima volta.
I beduini stavano ancora lì. La tenda nera di una familgia si increspò e risuonò nella fredda brezza del deserto in cima alle rovine di Hawarah. I piccoli, affilati zoccoli del pascolo dei nomadi stavano polverizzando i cocci delle ceramiche di quattro civilizzazioni .
