Ci siediamo at tavolo del ostello disegnando percorsi su giornali vecchi. Linee diritee. Cerchi. Zigzags. Niente funziona.
"Questo luogo è troppo complicato", dice Yuval Ben-Ami, mio compagno a piedi a Geruseleme. Lui è un grande uomo con occhi gentili. Un scrittore. Un ospite radiofonico. Una musicista - un barato. Lui ha percorso l'intero perimetro di Isreale lungo i suoi confini. Lui conocsce le fermate degli autobus del villagio. I ristoranti Etiope meno costosi. I suoi campi di battaglia più secnici. E' rimasto sveglio tutto la notte pensando. "L'unico modo che possiamo farlo-"
E con una penna blu disgena un svolazzo.
E' assurdo: Il cammino di una lumaca.
Snail’s path: a rational man’s efforts at planning a walking route through Jerusalem.
Yuval Ben-Ami
Questo è il nostro piano di attraversare Gerusalemme a piedi. L' obiettivo: fornire una mappa narrativa di uno delle più importanti capitali religiose e culutrali del mondo. Scattermo foto delle persone locali, registraremo rumori del quartiere, gireremo video. La prima mappa digitale della città del Out of Eden Walk ,di Jeddah, L' Arabia Saudita, è stata un affare relativmente semplice: un percorso lineare sulla spiaggia di un porto deserto. Gerusalemme è un altro affare.
"Ecco", dice Ben-Ami dice, facendo il pieno di energia con la colazione per la camminatà, "linee dirette mancano tutto."
Inondato di storia, sfregiato da contradditorie affermazioni politicale contrastanti sacro a tutte le fedi di Abramo e dunque riverito e contestato dagli ebrei, christiani e musulmani nello stesso modo. Le 48 miglia immobilli compatti del Gerusalemme- Patrimoni dell'umanità, santuri, albergi esclusivi, bassifondi, parci collinari, musei, posti di controllo, suk- tra cui uno dei spazi urbani più complessi del mondo.
Urban oasis: outside a bar in West Jerusalem.
Paul Salopek
Oggi, più di 800,000 gerosolimitani vivono in due città contiguie ma radicalmente diverse, ciascuna condizionata dal conflitto, ed entrambe sono attualmente sotto il controllo Isrealano. Ovest Gerusalemme: nuova, frondosi, cosmopolita, un mosaico di sobborghi dominati dagli ebrei la maggior parte costruiti dalla guerra d'independenza Isrealista del 1948. Est Gerusalemme: più vecchio, più asciuito, più povero, una striscia della città dominato dai musulmani catturata da Giordania durante La Guerra di 6 giorni, un posto in cui severi controlli di crescita hanno preservato l'ambiente di un villagio coperto di vegetazione. In qualche modo, sotto un accordo di pace sfilacciato , questo è il capitale condivso da ogni popolo.
I 3.5 millioni di turisti annualmente attirati dal vecchio centro storico di Gerusalemme spesso non esploranno questa motropoli più grande, spigolosa, divisa. La maggior parte visita epicentri della loro fede. Il muro del pianto. La Chiesa del Santo Sepolcro. La Moschea di Al Aqsa.
Yuval Ben-Ami at the Separation Barrier in East Jerusalem. Erected by the Israeli government to thwart terror attacks, it cleaves some Palestinian neighborhoods in half.
Paul Salopek
Per questo motivo, Io e Ben-Ami proviamo qualcosa di diverso. Iniziamo nostro viaggio al confine occidentale della città moderna - sotto il Ponte delle Stringhe, un'entrata simbolica che guarda verso il meditarreno - e comminaiamo in senso antiorario, a un passo lento, verso il Cancello di Damascus. Le biblioteche sono piene di descrizioni delle favole oltre della leggendaria entrata alla Città Vecchia. Nostro percorso urbano a raggiungere l'antico cancello, in contrasto, è terra sconosciuta per molti stanieri.
Camminiamo per tre giorni. Formiamo una staffetta vergognosa. Ci unisce un ativista di pace palestinese, Aziz abu Sarah. Così fanno anche amici israeliani Noa Burshtein e Osnat Skoblinski.
Nostro percorso è spirale. O, precisando: un vortice.
In una città che ha 5000 anni dove cambiementi delle regole nella zonizzazione di quartiere ottengono intitloati internazionali - tale è la ferocità della properita su di ogni pollice quadrato di Gerusalemme - orbitiamo domande dolorose di identità , di zelo ecessivo, di perdità personale, di sopravivenza nazionale. Camminiamo sopra una centinia di confine solitari - invisibli e monumentali - che israeliani e palestinesi di Gerusalemme non attraversono. Incontriamo cimiteri desercreati. (Un ebraico, un musulmano.) Un centro commerciale con una replica di cento-piedi dell'Arco di Noe' sul suo tetto. Una sala assonnata di biliardo palestinese.
Un giorno, scaliamo l'unico mulino a vento di macinazione-farina nel Medio Oriente, gestito da un oratore spangolo ebreo dall'Argentina. Sul l'altro lato, scenidamo in una tomba di una poetessa sufi dell'ottavo seccolo - o forse una prostituita Christiana trasformata in santa. (Nessun sa). Sarremo mandati via da solamente due persone, un musulamo, un ebreo. E i bambini palestinesi urleranno in ebraico, durante un tramonto colorato di rosa sullo Wadi Koran, "Io ti amo!"
"E' la fonte di tutto la mia confusione", dice Ben-Ami, sorridendo in triste meraviglia alla fraturata città d'oro in cui è nato. "Ed è la mia città natale del mio cuore."
La mappa narrativa del percorso di Paul attraverso Gerusalemme è stata realizzata con la collaborazione del programma Kinght Science Journalism al MIT, il Centro per Analisi Geografici dell'Università di Harvard, e la National Geographic.
